{"id":329,"date":"2020-02-21T14:47:32","date_gmt":"2020-02-21T13:47:32","guid":{"rendered":"http:\/\/piemonte.articolo1mdp.it\/?p=329"},"modified":"2020-02-21T14:49:51","modified_gmt":"2020-02-21T13:49:51","slug":"ce-una-casetta-piccola-cosi-febbraio-2019-di-d-brignoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piemonte.articolo1mdp.it\/?p=329","title":{"rendered":"C\u2019\u00e8 una casetta piccola cos\u00ec &#8230; febbraio 2019 di D. Brignoli"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>\u00c8 da un po\u2019 che non scrivo. Distrazioni, impegni, preoccupazioni, pigrizia. Per fortuna non mi paga nessuno, scrivo se ne ho voglia. E per un po\u2019 non ne ho avuta. Non che nel frattempo non sia successo nulla; evidentemente, con mio sommo disappunto, qualcosa capita indipendentemente dai miei commenti. Ma in un mondo che fagocita tutto in tempi rapidissimi fermarsi ogni tanto pu\u00f2 essere utile. Altri per fortuna la pensano cos\u00ec. Qualcuno l\u2019ho trovato, \u00e8 iniziata una collaborazione, ne sono scaturiti interessanti momenti di confronto e dibattito che abbiamo offerto alla citt\u00e0. La riprova che \u00e8 ancora possibile, anzi doveroso, insistere e lottare con ogni mezzo contro l\u2019indifferenza, l\u2019apatia, lo scoramento.<\/p>\n<p>Una serata con Miguel Gotor e Federico Fornaro a parlare del rapimento e dell\u2019uccisione di Aldo Moro. Due attenti e informati testimoni di una vicenda ancora non chiara, nonostante i processi, le inchieste, le commissioni parlamentari. Le omissioni, le menzogne, le reticenze, le tensioni geopolitiche, i servizi segreti nostrani e stranieri, le domande senza risposta, le verit\u00e0 \u201cconcordate\u201d, le verit\u00e0 \u201cdicibili\u201d. La verit\u00e0 ancora lontana. E una preoccupazione diffusa riguardo quanto \u00e8 avvenuto e pu\u00f2 avvenire. Della serie: attenzione, conquistare la democrazia \u00e8 faticoso, ancor pi\u00f9 difficile conservarla.<\/p>\n<p>Una serata con Chiara Geloni, il suo libro \u201cTitanic come Renzi ha affondato la sinistra\u201d. Il racconto schietto e senza sconti di un periodo doloroso, di sconfitte che hanno portato la sinistra a schiantarsi contro un iceberg. Qualcuno l\u2019ha definita una sorta di seduta di psicoanalisi; quanto \u201cpsico\u201d non saprei dire, di \u201canalisi\u201d sicuramente s\u00ec. Esattamente quella che \u00e8 mancata per troppo tempo, che chi per primo l\u2019avrebbe dovuta fare non ha fatto. Complimenti dunque a Chiara, alla sua passione, alla sua attenzione.<\/p>\n<p>Il tempo corre veloce e ripensando alle settimane trascorse rimangono nella memoria le tracce di alcuni eventi significativi. L\u2019aggressione subita da Arturo Scotto la notte di Capodanno, preoccupante segnale del clima torrido che si respira, confermato da una serie interminabile di imbecilli (ma non giustifichiamo questi atti come semplice imbecillit\u00e0) dediti a scritte antisemite, insulti e vandalismi vari; ragazzini di terza media che apostrofano con un \u201ccomunista di merda!\u201d la compagna che non la pensa come loro. \u201cResisto e combatto\u201d \u00e8 la risposta di Arturo al mio messaggio. Confermo: resistiamo e combattiamo.<\/p>\n<p>Le elezioni in Emilia Romagna sono una boccata d\u2019ossigeno. Non sono tra gli entusiasti che cantano vittoria, mi limito alla soddisfazione di aver evitato il naufragio. Bello aver vinto, resta la fragilit\u00e0 di una vittoria locale, quanto esportabile non so. Mi rimane impressa un\u2019immagine, la raffigurazione della distribuzione del voto: il voto a sinistra concentrato nelle citt\u00e0, con un progressivo ribaltamento di fronte a mano a mano ci si allontana. La periferia, anzi, le periferie, non trovano le risposte che cercano.<\/p>\n<p>Non si tratta semplicemente di recuperare consenso e voti, si tratta di comprendere e agire, dare risposte, immaginare e proporre un progetto, una risposta. Le strategie non bastano: per anni si \u00e8 rincorso il centro, dimenticando i tanti che sono rimasti ai margini. Il risultato \u00e8 stato che la<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>destra ha individuato un progetto, ha fatto proposte, ha indicato risposte. Non ci piacciono, alcune non sono nemmeno possibili, altre sono false, sbagliate, becere. Ma ci sono e qualcuno ci crede. Magari perch\u00e9 disperato, incazzato, disilluso &#8230; e vota lega Salvini.<\/p>\n<p>La sinistra, o meglio l\u2019arcipelago che alla sinistra, o al centro sinistra (con o senza trattino) si ispira, non \u201csfonda\u201d, appare incerta, d\u00e0 la sensazione di limitarsi ad opporsi, contrastare. Proposte, idee, progetti faticano ad emergere. Si carica, come sempre, di responsabilit\u00e0, e la responsabilit\u00e0 non premia. Eppure non mancano gli aspetti positivi e incoraggianti.<\/p>\n<p>Le sardine sono state una sorpresa, non so quanto determinante ma sicuramente interessante. Un fenomeno non nuovo. Non si chiamavano sardine, ma negli ultimi anni abbiamo visto altre piazze piene di gente, impegnate pi\u00f9 su temi specifici (l\u2019immigrazione, il clima, le disuguaglianze, il lavoro &#8230;) che su progetti politico-elettorali. Comunque una ventata di aria fresca. Questo hanno portato le sardine. Ma la freschezza non dura e potrebbe non bastare.<\/p>\n<p>Il successo personale di Elly Schlein non \u00e8 stato invece una sorpresa, semmai una conferma. Elly \u00e8 donna, \u00e8 giovane, \u00e8 soprattutto brava e coerente. E coraggiosa. Tutti ci aspettiamo molto da lei, ma non sar\u00e0 una donna sola al comando a risollevare le sorti della sinistra; ed \u00e8 lei stessa a dirlo. Alla lista Coraggiosa ha lavorato con Errani e \u201c&#8230; c\u2019\u00e8 un percorso di crescita comune nel mettere insieme una cultura politica come la mia e quella di persone come Errani e Bersani, da cui c\u2019\u00e8 sempre da imparare. La politica \u00e8 proprio questo. \u00c8 contaminazione. Non chiusura dietro steccati ideologici.\u201d Contaminazione. Altro che rottamazione. Anni luce dal narcisismo egemonico renziano.<\/p>\n<p>Ora si torna a parlare di unit\u00e0. In realt\u00e0 non si \u00e8 mai smesso ma la frammentazione non la si \u00e8 ancora superata. Una nuova coscienza pare profilarsi all\u2019orizzonte, ma non pu\u00f2 esistere unit\u00e0 senza pluralit\u00e0. Questa potrebbe essere la lezione dell\u2019Emilia Romagna. Inevitabile che il PD catalizzi su di s\u00e9 la maggior parte dei voti, ma da solo non va da nessuna parte, e tanto meno il frammentato arcipelago a sinistra. \u00c8 tempo di un centrosinistra plurale, con un PD aperto (ed \u00e8 bene che si apra) e una forza di sinistra. Credo sempre meno ad un unico partito che comprenda tutti. Perch\u00e9 questo accada occorre che ognuno faccia la propria parte, che ognuno si metta a disposizione; senza prevaricazioni e pretese egemoniche. Due strade: quella delle istituzioni, dell\u2019amministrazione, del governo e quella della cultura politica, del partito, della rappresentanza, delle idee e dei principi.<\/p>\n<p>Il governo \u00e8 il luogo dell\u2019accordo, del compromesso. Quello nobile, non l\u2019inciucio. Lasciamo ai novelli Ghino di Tacco il ruolo di \u201cego della bilancia\u201d. \u00c8 possibile portare il proprio contributo, le proprie idee, le proprie capacit\u00e0 all\u2019interno di un progetto pi\u00f9 ampio anche come forza minoritaria. Roberto Speranza \u00e8 l\u2019incarnazione stessa di questa possibilit\u00e0. Le modalit\u00e0 con cui interpreta il ruolo di Ministro della Salute la prova.<\/p>\n<p>Il partito invece \u00e8 il luogo dell\u2019elaborazione, della proposta, della rappresentanza. Un passo avanti alle esigenze degli accordi di governo. Inflessibile e intransigente sui principi, radicale nelle proposte, appassionato nell\u2019impegno, intelligente e realista nella scelta di metodi e alleanze. La casa, magari piccola, dove tracciare percorsi e progetti. E in un momento in cui tanti si sentono senza casa pu\u00f2 essere utile. Superfluo riprendere ancora una volta i detti e stradetti temi dell\u2019agenda, resta il tema centrale, in una visione di sinistra: la lotta alle disuguaglianze. Lottare<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>contro le disuguaglianze significa costruire un\u2019alternativa e non un\u2019opposizione a Salvini e alla destra. Significa riconoscere i diritti, prima di tutto riguardo la salute, il lavoro, le opportunit\u00e0. Significa dare risposte a chi \u00e8 rimasto indietro, a chi pi\u00f9 di altri ha subito i morsi della globalizzazione fuori controllo, anche se non appartiene alla classi che la sinistra ha tradizionalmente voluto rappresentare. Populismo e nazionalismo sono apparsi (o meglio qualcuno \u00e8 riuscito a farli apparire tali) come le risposte adeguate al malessere espresso da tanta gente che in questi falsi miti ha riposto fiducia. L\u2019astensione come sola alternativa. Riannodare il filo interrotto con quei cittadini \u00e8 l\u2019obiettivo primario, non si tratta solo di recuperare il loro consenso e i loro voti.<\/p>\n<p>Confido che il nostro partito, \u201cuna casetta piccola cos\u00ec\u201d come cantava Lucio Dalla, continui a coltivare queste ambizioni. Nel suo ruolo di stimolo, parte del tutto, ingrediente. Essenziale. Una busta di lievito. Sedici grammi, un niente. Senza quel niente per\u00f2 la torta non si fa.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 da un po\u2019 che non scrivo. Distrazioni, impegni, preoccupazioni, pigrizia. Per fortuna non mi paga nessuno, scrivo se ne ho voglia. E per un po\u2019 non ne ho avuta. Non che nel frattempo non sia successo nulla; evidentemente, con mio sommo disappunto, qualcosa capita indipendentemente dai miei commenti. 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